lunedì 21 maggio 2012

Tributo a Donna Summer (On The Radio!)

Correva l'anno 1978 e i miei genitori avevano deciso di sostituire quel meraviglioso apparecchio a valvole chiamato "radio" ancora degli anni sessanta (ereditato dai nonni) con un bellissimo e modernissimo radiolone della Grundig (ma si può scrivere sul blog la marca? Beh ...l'ho detto!).
Ora quella scatola parlante sarebbe un bellissimo oggetto "Vintage" e mi mangio ancora le mani per non averlo sottratto in tempo alla discarica comunale.
Lo ricordo bene perché raggiungeva perfino Radio Londra e ascoltavo le canzoni francesi su Paris Radio o qualche altra radio francese. Il radiolone invece aveva una fantastica antenna telescopica. Piccola com'ero a me pareva di 3 metri, funzionava a corrente ma anche a batterie, ma mica le stilo AAA ?? Erano quelle uso torcia di forma cilindrica, enormi e pesanti, per cui a vuoto la radio pesava qualche etto...mentre da piena qualche chiletto e rotti etti.
Ma quello che aveva in più, era il mitico "mangiacassette" dove poter finalmente ascoltare un po' di nastri anni 80 che andavano tanto in voga in quel periodo. Si perché dopo vari esperimenti tecnici, se coprivi le linguette in fondo e premevi il tasto REC, potevi anche registrare su cassette originali ...beh...in seguito l'avevo fatto...sulle canzoni di Heidi e Goldrake...accidenti a me! Ora mi mangio le mani anche per quello.
Non potevo fare a meno di ballare davanti alla radio, ma mentre prima ero incantata dalla quella fastidiosa ma fantastica lucetta verde che friggeva attraverso un piccolo spioncino della radio a valvole, ora ero incantata da quel nastro e da quei piccoli ingranaggi che giravano senza sosta e mi suggestionavo come da un'incantatore di serpenti ed io il suo viscido animaletto.

martedì 15 maggio 2012

Bisiaca...dialettando nel mondo

Dopo anni di esperienza di navigazione più che velistica.... direi "internettiana", credo di aver accumulato tante di quelle storie da poterci scrivere un libro.
Orfana ormai da mesi da un bellissimo portale spento l'anno scorso che si chiamava Bisiacaria.com ho provato a girovagare inutilmente nel web ma con scarsi risultati.
Sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di innovativo, ma che mantenga però la dialettica locale.
Perché sì, diciamolo pure, è sempre più raro sentire parlare qualcuno con il proprio dialetto, non vi pare?
A volte sembra che mantenere il proprio dialetto, tolga un po' quel lato "forbito" che prevale con l'italiano per cui man mano con il passare del tempo, c'è la comune tendenza di sentirsi quasi in dovere di non coltivare più un spaccato della nostra cultura linguistica che invece si integrava perfettamente con la nostra vita passata, magari con i nostri nonni o con gli amichetti d'infanzia.
Il mio dialetto si chiama BISIACO...