Correva l'anno 1978 e i miei genitori avevano deciso di sostituire quel meraviglioso apparecchio a valvole chiamato "radio" ancora degli anni sessanta (ereditato dai nonni) con un bellissimo e modernissimo radiolone della Grundig (ma si può scrivere sul blog la marca? Beh ...l'ho detto!).
Ora quella scatola parlante sarebbe
un bellissimo oggetto "Vintage" e mi mangio ancora le mani per
non averlo sottratto in tempo alla discarica comunale.
Lo ricordo bene perché
raggiungeva perfino Radio Londra e ascoltavo le canzoni francesi su Paris
Radio o qualche altra radio francese.
Il radiolone invece aveva una fantastica
antenna telescopica. Piccola com'ero a me pareva di 3 metri, funzionava
a corrente ma anche a batterie, ma mica le stilo AAA ?? Erano quelle uso torcia
di forma cilindrica, enormi e pesanti, per cui a vuoto la radio pesava
qualche etto...mentre da piena qualche chiletto e rotti etti.
Ma quello
che aveva in più, era il mitico "mangiacassette" dove poter finalmente
ascoltare un po' di nastri anni 80 che andavano tanto in voga in quel periodo.
Si perché dopo vari esperimenti tecnici, se coprivi le linguette in fondo
e premevi il tasto REC, potevi anche registrare su cassette originali ...beh...in
seguito l'avevo fatto...sulle canzoni di Heidi e Goldrake...accidenti a me! Ora mi mangio le mani anche per quello.
Non potevo fare a meno di ballare davanti alla radio, ma mentre prima ero incantata dalla quella fastidiosa ma fantastica lucetta verde che friggeva attraverso un piccolo spioncino della radio a valvole, ora ero incantata da quel nastro e da quei piccoli ingranaggi che giravano senza sosta e mi suggestionavo come da un'incantatore di serpenti ed io il suo viscido animaletto.
Non potevo fare a meno di ballare davanti alla radio, ma mentre prima ero incantata dalla quella fastidiosa ma fantastica lucetta verde che friggeva attraverso un piccolo spioncino della radio a valvole, ora ero incantata da quel nastro e da quei piccoli ingranaggi che giravano senza sosta e mi suggestionavo come da un'incantatore di serpenti ed io il suo viscido animaletto.
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| Donna Summer negli anni della discomusic |
Lei, Donna Summer: Sex symbol per eccellenza. Formosa, prorompente, voce sensuale dalle vibrazioni sonore coinvolgenti.
Mi attraeva più delle ballerine col tutù e con le scarpette rosa in tv al concerto di Capodanno.
Poi a metà
anni 80, i Bronski Beat riprendono "I feel Love" del 77 e diventa l'icona
gay per eccellenza.
Splendida...e copiatissima dalle "drag queen" negli anni successivi...
Splendida...e copiatissima dalle "drag queen" negli anni successivi...
A poche ore di distanza anche Robin Gibb l'ha seguita verso quel percorso illuminato verso il paradiso....speriamo sia IL PARADISO DELLA DISCOMUSIC.
Però ora è triste un po' ricordare quei tempi così lontani, quelle note che facevano ballare, durante quegli inverni rigidi e quelle estati torride.
Avevamo appena passato indenni un terremoto quello del 76 ed ora a distanza
di 36 anni si ripete in Emilia, una zona con poca prevenzione antisismica.
Pensavamo che il terrorismo fosse finito durante gli anni di piombo, ed ora ci ritroviamo con un altro brutto capitolo, che spaventa i giovani studenti e rianima la popolazione alla ribellione e a fare manifestazioni pacifiche contro questi pazzi gesti di un folle con in mano un telecomando per uccidere il prossimo, chissà per quale motivo.
Io mi domando perché?
Quando sei arrabbiato, prendi i guantoni da boxe e dai giù al sacco!
Quando ti senti incompreso, grida! Grida più forte che puoi!
Ma se ci riesci ancora...respira e conta fino a 100 ...e magari ascolta la radio, per portarti via i cattivi pensieri.

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